L’odore della pioggia

Esistono due fasi contrapposte dell’esistenza; un sistema binario di vita e inesistenza. Questo sistema è costituito da ciò che definiamo salita e dalla discesa. Ci sono fasi poi intermedie di evoluzione e involuzione, sono le più delicate e le più complesse da riconoscere e definire: la caduta e la risalita. Queste fasi intermedie si possono riconoscere più facilmente se associate ad eventi famigliari e quotidiani; un esempio è appunto l’odore della pioggia.

E’ raro l’evento in cui il tempo, che per un momento pare rallentare, ci permette di sentire nuovamente l’odore della pioggia, questo perché è uno degli odori che non siamo più abituati a sentire, che non avevamo più tempo di percepire o meglio, la capacità di farlo.

Questa è la risalita: ci si prepara, inizialmente sentendone l’odore, alla fase successiva quando si è in cima alla salita, quando si viaggia riscoprendo il coraggio di tornare a gustare il sapore della pioggia.

 

Non c’è uomo che non possa bere o mangiare, ma son pochi in grado di capire che cosa abbia sapore.

Confucio

Le dinamiche del Segreto

Ho ripreso da poco a studiare delle nozioni di intelligence e disciplina del segreto; concetti, riviste, saggi e libri che avevo abbandonato anni fa. (Circa tre anni fa). Un piccolo confronto nato sulla base di una frase del sottoscritto mi ha ispirato questo articolo che ha lo scopo di trattare il concetto di segreto e, in particolare, di come si mantenga un segreto, ovvero come si riesca ad evitare che altri conoscano la verità.

Quello che ora sto per esplicare è applicabile largamente anche alla vita quotidiana e aiuta molto chi vuole mantenere un certo riserbo sui propri obiettivi di vita professionale o personale.

Questa disciplina è cambiata negli anni grazie soprattutto all’era dell’informatizzazione telematica; oggi infatti si hanno a disposizione potenzialmente tutte le informazioni rimbalzanti sul Pianeta: con un po’ di impegno e conoscenza si possono ottenere dati, nomi, città e informazioni su certi avvenimenti quasi in tempo reale o con poche ore di scarto.
Cosa è cambiato quindi oggi rispetto a venti anni fa? Semplice:

Oggi non si possono più omettere i fatti, gli avvenimenti; tuttavia oggi il segreto è composto dai fatti che tutti conoscono.
Non si occultano più i fatti, si occultano i collegamenti degli stessi fatti, si impedisce di unire avvenimenti accaduti in tempi e spazi diversi celando il segreto che essi compongono.

La nuova era del segreto è fatta di Link: se rompo un link o lo occulto l’informazione risulta slegata da un contesto, obbligandomi ad indovinare il suddetto contesto, i suoi legami con una situazione più grande e complessa, tuttavia non conoscerò mai la verità.

Come un portale tematico, è composto da pagine collegate tra loro, slegando e rompendo i collegamenti alle pagine, il portale diventa inaccessibile; diviene solo immaginabile e l’immaginazione comporta manifestazioni emotive e creazioni fantastiche, porta a materializzare fantasie, paure e speranze, allontana sistematicamente la verità rappresentando il miglior apporto al mantenimento del segreto.


“Ci sono casi in cui un uomo deve rivelare metà del suo segreto per tener nascosto il resto.”

Philip Dormer Stanhope IV conte di Chesterfield

La sicurezza assicurata

Nasce tutto dal patologico e profondo bisogno di sapere che non tutto è perduto. Anche quando si scende nel baratro dell’insicurezza emotiva, sociale ed economica, si ha sempre il bisogno di sapere che esista una possibilità “terza”, garantita che ci permetta di ripristinare almeno in parte l’origine dei problemi o rendere li stessi meno pensanti da sopportare o meno pericolosi da affrontare.

L’assicurazione sociale ed emotiva che fornisce la sicurezza nel momento del bisogno, quando le cose non vanno. Il pericolo che si propone in questo caso però è il senso inconscio del riconoscere una tale assicurazione come risorsa messa da parte per sé. Il pericolo nasce quando, essendo a conoscenza di questa garanzia, si fanno scelte in funzione di tale garanzia. Quando si vive con la consapevolezza conscia della terza possibilità.

Per questo motivo a volte la sicurezza necessita di essere assicurata, ma senza saperlo. Per questo motivo l’assicurazione della nostra sicurezza nasce solo ed esclusivamente dalla nostra integrità; dal nostro vivere in serena coscienza di noi e degli altri.

Solo come fenomeno estetico l’esistenza e il mondo sono eternamente giustificati.

Friedrich Nietzsche

Rapporti Umani

Chiunque abbia studiato un po’ di psicologia, qualcosa di pedagogia e magari uno spruzzo di sociologia, è stato abituato come me ad esaminare il mondo circostante attraverso metodi analitici propri di queste discipline; è stato formato negli anni nel riconoscere certe categorie di personalità, di metodi di apprendimento, di forme di società organizzate; è stato addestrato a dovere nel comprendere le cause dei divorzi, dei tradimenti, degli omicidi, della pedofilia, della mafia, dei sistemi di conoscenza, dei disturbi della personalità, delle fobie e delle dipendenze..
Ad una cosa non si viene però “addestrati”: nel mettere da parte tutto ciò che si è appreso per venti secondi al giorno. Quando vediamo una persona alla quale vogliamo bene, quando sappiamo che chi ci è davanti sta mentendo ma che sarebbe davvero inutile saperlo, anzi sarebbe meglio non sapere affatto che sta mentendo, quando chi ci sta vicino sta soffrendo e non vuole, ripeto, non vuole che gli altri lo sappiano e tanto meno essere aiutato, quando sappiamo che la nostra incoerenza è tragicamente inscritta nell’imperfezione emotiva umana, quando dobbiamo mandare a quel paese una persona e quando sappiamo che è ormai troppo tardi per recuperare l’irrecuperabile.
Ecco che all’ora la socio-psico-pedagogia aiuta molto a districarsi nei problemi della vita, ad evitare molte volte di essere “fregati” sia nel lavoro che in amore; ma una cosa non insegna la socio-psico-pedagogia: a vivere senza sapere, senza domandarsi di una persona.
Ogni tanto bisogna non sapere, non vedere cosa c’è in una persona per poterla aiutare davvero ed essere felice con lei.

“La vera felicità costa poco; se è cara, non è di buona qualità.”
François-René De Chateaubriand