La differenza tra Etica e Morale

Leggo troppo spesso giornali e riviste di attualità anche oltreoceano e provo sempre più nausea nel confrontarle con quelle del nostro Paese. Ciò che non riesco a comprendere con chiarezza è il motivo per cui non si faccia distinzione tra la questione morale e quella etica.

Negli Stati Uniti ad esempio si parla molto di questione morale perché culturalmente e storicamente le cariche politiche legate al governo e alla rappresentanza degli Stati sono legati alla religione molto più che in Italia. Difatti la morale e la politica sono quasi la stessa cosa, la religione (soprattutto quella protestante) è parte integrante di molte campagne politiche e costituisce garanzia di onestà e affidabilità professionale-politica del candidato. Negli USA inoltre il semplice sospetto di un comportamento immorale di un membro politico del governo o del parlamento sancisce la fine della sua carriera.

In Italia non è proprio così. Nel nostro Paese anche la questione morale è una questione politica perché legata ad una organizzazione chiamata Chiesa che ha origine storiche legate al potere politico che ha sempre influenzato molte volte determinandone l’azione di governo e legislativa. L’emancipazione tra potere politico e quello religioso ha dato origine ad una indipendenza forte dello Stato dalla Chiesa (almeno sulla carta) definendo il primo un potere laico e il secondo un potere legato ad una organizzazione che dovrebbe parlare solo ai suoi fedeli e non alla politica. Il potere della Chiesa che è la custode e osservatrice della questione morale è anche legata ad uno Stato estero che è il Vaticano; questa natura di Stato rende la questione morale controllata dalla Chiesa una questione anche Politica perché nascente da uno Stato estero: il Vaticano appunto.

Dopo aver distinto quindi la questione morale pura (quella definita dalla religione Cristiana-Cattolica) dalla questione morale-politica (idee e principi comunicati da autorità della Chiesa Vaticana) e aver definito il principio di laicità del nostro Stato nascente da una emancipazione necessaria dal potere Vaticano e della Chiesa, parliamo ora della distinzione tra Morale ed Etica.

L’Etica non ha alcuna correlazione con la morale e a differenza di quest’ultima definisce le regole di comportamento che possono essere ascritte o scritte in un codice normativo (ad esempio le leggi di uno stato), essa definisce anche la deontologia di un particolare ruolo o attività, cioè quel insieme di norme raccolte in un codice di comportamento che devono essere osservate da alcuni individui esercitanti un ruolo o una attività di responsabilità.

La situazione del nostro Paese oggi non richiama per nulla la questione morale poiché la morale è personale e tocca la coscienza di ognuno, non certo il nostro Paese nella sua interezza (poiché siamo un Paese laico) e non tocca nemmeno la politica o l’organizzazione sociale che non è dipendente dalla morale ma bensì dall’Etica: cioè dall’insieme di norme di buona condotta e dalle leggi dello Stato.
Per questo motivo la questione è necessariamente Etica, perché solo se si configura un indizio o una possibilità di reato o comportamento non deontologico questo deve interessare la collettività e i media; cosa ben diversa se ognuno di noi si sente turbato o indignato da un comportamento che noi non terremmo, ma che non per forza nessun altro non terrebbe o sarebbe obbligato per norma e non tenere!

Per questo motivo invito tutti a rispettare la funzione della magistratura che non è un organo morale ma bensì etico. La morale di molti italiani è stata ferita, ma questo è solo un fatto personale, anche se collettivamente sentito, il fatto sociale è quello etico, quello che definisce cosa è giusto e cosa è sbagliato non cosa è sconveniente o meno.

Ragionate, documentatevi e non ascoltate la pancia, ascoltate la testa.

“Non ci sono fenomeni morali, ma solo un’interpretazione morale dei fenomeni.”

Friedrich Nietzsche

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I numeri in fondo non contano

Vorrei pubblicare qui qualche numero, solo qualche cifra che permetta forse di avere una visione più di insieme del mondo che ci circonda; forse perché i numeri rappresentano l’immagine concettuale di valore oggettivo e non rischiano di essere mal interpretati; quelli sono, quelli rimangono.

Tutto quello che scrivo proviene dalle statistiche e dai dati dei database delle Nazioni Unite, dalla CIA (Intelligence Americana) e altre fonti. Sono tutti numeri e valori aggiornati al momento in cui scrivo.

Forse ci siamo dimenticati che nel Mondo ad oggi sono stati spesi più di 966 miliardi di dollari in spese militari da parte dei Governi del Pianeta, abbiamo circa 8 milioni di ettari di foreste distrutte da gennaio ad oggi; ci sono più di 10 milioni di acri di terreno divenuto deserto a causa di mal gestione solo quest’anno. E anche se quest’anno abbiamo prodotto più di 3 miliardi e mezzo di tonnellate di cibo, in questo momento ci sono più di 1 miliardo di persone malnutrite nel Mondo  (un sesto della popolazione mondiale) e da sta mattina sono già morte 25 mila persone di fame. Pur avendo consumato più di 2 milioni di miliardi di litri d’acqua quest’anno, ci sono 1 miliardo e mezzo di persone che non hanno accesso all’acqua potabile sicura. E’ singolare poi sapere che  più di 2 milioni di persone da gennaio sono morte per il fumo e dalla stessa data sono state prodotte quasi 4 mila miliardi di sigarette.

Ma i numeri in fondo non contano, conta saperli interpretare in maniera corretta, anche se sono valori oggettivi. Ci dobbiamo preoccupare quindi?

“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.”

Albert Einstein