Il capitale sociale

Pochi giorni fa ho parlato del valore pubblicitario dell’umano, di quanto sia inconsistente la dignità umana se rapportata al potenziale profitto del suo sfruttamento. Oggi parlo di una conseguenza ormai annunciata da qualche anno e che oggi è divenuta realtà:
Facebook Inc. ha avviato la procedura per l’IPO, ovvero si quota in borsa al NASDAQ.

Un anno fa Goldman Sachs ha investito 375 milioni di dollari in Facebook valutandola 50 miliardi di dollari, all’epoca erano iscritti circa 500 milioni di utenti, ad ognuno di loro è stato quindi attribuito un valore di 100 dollari.

Facebook è costituita dagli utenti che la compongono, senza utenti Facebook non varrebbe nulla. Ed è proprio questo il grande rischio di questa operazione. Se ad esempio domani io cancellassi il mio account il valore di Facebook calerebbe di 100 dollari, se decidessimo di farlo in gruppo il valore crollerebbe all’istante di cento dollari ad ogni “cancellazione”. L’informazione di valore per Facebook sono gli utenti, tutti i dati inseriti in Facebook sono di Facebook non degli utenti (anche se di fatto sono di chi crea il profilo di chi esprime il concetto che condivide); grazie a tutte queste informazioni Facebook riceve introiti legati a risorse pubblicitarie, infatti i profili e i dati inseriti negli stessi possono essere utilizzati a scopo di  marketing.

I dati in Facebook sono di Facebook proprio perché se volessi passare ad un altro (magari migliore) social network dovrò obbligatoriamente rifarmi un nuovo profilo e non potrò traslare le informazioni inserite nel “social network tutto in blu” a dimostrazione che l’ecosistema in cui mi muovo è chiuso e sigillato, come il valore intrinseco del mio account.

Insomma un vero e proprio “capitale sociale” che invece di essere distribuito ai legittimi “di fatto” proprietari (ovvero gli utenti che creano gratis e inconsapevolmente valore al sistema) viene capitalizzato divenendo labile e facilmente modificabile con un click.

Oggi (gennaio 2012) Facebook Inc si quota per 100 miliardi di dollari mettendo in atto la più grande quotazione NASDAQ della storia dopo Visa. Esattamente il doppio del valore dato l’anno scorso dalla Goldman Sachs; e visto che l’incremento del numero di utenti è rimasto quasi invariato il valore cresce di quasi 200 dollari per ciascun profilo.

Il giorno in cui verrà adoperato l’ormai annunciato “profilo virtuale universale”, Facebook incontrerà una grande crisi poiché non saremo più obbligati a creare profili proprietari per ogni social network, ma ne avremo uno personale e libero da utilizzare. Accadrà quindi che le famiglie azioniste del “social network blu” si scontreranno con una importante crisi finanziaria, un’altra volta.

“La conoscenza è la trasformazione dell’informazione in valore.” 

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Sviluppo funzionale di una Mela

E’ terminato poche ore fa uno dei tanti Apple’s Event; ho deciso, ispirato da ciò che ha presentato Apple poche ore fa (l’aggiornamento del S.O. di iPhone, iPod Touch e iPad), di scrivere un articolo dedicato al mondo della Mela.

Questo intervento non è improntato su una linea di parte; mi sono impegnato ad essere il più obiettivo possibile sulla linea da seguire.

Apple vince da anni il premio “JD Power” ogni anno dal 2008 non a caso; una azienda leader di qualità, leader di innovazione, leader di marketing, leader nella soddisfazione del cliente; Fortune considera Steve Jobs (CEO di Apple Inc.) il miglior amministratore delegato del mondo. Il fatturato di Apple è in netta salita; distribuisce e produce il software più efficiente insieme all’hardware riuscendo a posizionarsi in ogni fase del ciclo produttivo e di vendita fornendo servizi di hosting anche dopo l’acquisto.

Questa azienda ha creato non solo una moda, un marchio che possiamo considerare trasversale poiché tocca vari mondi dal design, all’informatica, alla moda; ma è riuscita a creare un sistema di marketing che persino i più grandi brand si sognano; Jobs potrebbe vendere gelati e riuscire a venderne il doppio rispetto alla concorrenza in un periodo di crisi del settore. E’ anche vero che la crisi economica ha toccato poco Apple poiché i prodotti che produce rientrano nella categoria di lusso (i prodotti di lusso sono meno soggetti a crisi economiche o del mercato in generale).

Molto presto aprirò un sito dedicato al software per prodotti Apple e per PC (mondo Linux o similare, molto poco su Microsoft); questo blog rimarrà sempre un luogo di condivisione di idee e pareri sul Mondo. Intanto meditate sulla grande capacità di una azienda come Apple e provate a proiettare questa immagine in un Paese come l’Italia, ma non fatelo troppo spesso o sarete colpiti dalla sindrome della fuga dal Paese!

“Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.”

Steve Jobs

Rapporti Economici di Creatività

Esiste lo sviluppo senza creatività?

La risposta può sembrare ovvia: come può esistere uno sviluppo senza una base creativa, senza un’idea da cui partire?! Purtroppo ad una risposta così implicita ed ovvia non corrisponde la realtà dei fatti. Molte aziende nascono e si sviluppano dove gli Stati e le banche acconsentono ad investire grandi capitali su delle idee ritenute importanti e con buone possibilità di successo. Ma ci sono dei Paesi in cui molte anziende invece falliscono o non nascono nemmeno poichè risiedono in Stati ove una politica bancaria chiusa e vecchia si rifiuta di investire in idee innovative ed interessanti poichè pretendono garanzie che non ci possono essere a causa della natura stessa di questi progetti innovativi; come si può garantire un progetto che non ha precedenti nel mercato?

Avrete ormai intuito che uno dei Paesi in cui la politica bancaria è all’avanguardia nel campo degli investimenti nella ricerca e nei progetti innovativi sono gli Stati Uniti; non serve nemmeno che vi dica invece che un Paese vecchio come l’Italia si configura perfettamente nel modello della polica bancaria vecchia e inadatta alla new economy. In Italia aziende come Microsoft e la ancora più “visionaria” e innovativa Apple non avrebbero mai potuto nascere; entrambi i fondatori erano studenti del College, il co-fondatore della Apple Steve Wozniak era persino un Hacker, riconosciuto anche all’epoca come tale e quindi non di sicuro un imprenditore figlio di imprenditori con un curriculum forte e pieno di garanzie per una banca. Bisogna saper rischiare se si vuole vincere nel mercato dell’innovazione, oggi Microsoft ha reso un uomo come Bill Gates uno dei cinque uomini più ricchi del Mondo, Steve Jobs uno dei più grandi e importanti CEO innovativi del Mondo; Wozniak ricevette dal Presidente degli Stati Uniti d’America la National Medal of Technology nel 1985 e nel Settembre del 2000,  è stato incluso nella National Inventors Hall of Fame. Questi uomini devono ringraziare il buon Dio di essere nati negli Stati Uniti d’America.

Al nostro sistema bancario manca la capacità di vedere ed intuire quali sono le idee innovative capaci di poter vincere nel mercato e devono essere disposte a perdere del capitale perchè soltanto sbagliando…si impara e si sviluppa.

 

 

“Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”

Steve Jobs

Fate la vostra scelta

Prego, fate la vostra scelta. A volte il sistema operativo mostra molto della personalità di chi lo utilizza!

“Essere l’uomo più ricco al cimitero non mi interessa. Andare a letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso, quello mi interessa.”

Steve Jobs

Servizi e disservizi

Recentemente ho scoperto che poche aziende davvero offrono servizi.  Qualche ora fa tentavo di collegarmi alla rete quando il router del mio provider di..”servizi” non funzionava. Telefono all’assistenza clienti e cosa mi dicono? Che c’è un problema alla linea (ma va?!) e che il tecnico dovrà metterci circa 4/5 giorni ->lavorativi<- per sistemarlo. Quindi dopo il 15 agosto.. e nel frattempo?! Utilizzo la chiavetta HDSPA.. perchè solo questa mi rimane.

I servizi si pagano..e anche i disservizi. Quando si lavorerà per offrire un servizio oltre che per profitto, allora scopriranno che faranno il triplo del profitto, senza nemmeno rendersene conto.

Alla prossima..se mi collego..