La filosofia morale è etica con l’aureola.

Come spesso mi capita, ho intrapreso una discussione filosofica con degli amici riguardo la distinzione tra giudizio etico e morale degli altri, delle persone in base a ciò che fanno, al loro comportamento e alle loro azioni in generale.

Interessante è stato notare quanto molti di noi si sentano capaci e nella posizione di poter giudicare gli altri moralmente sulla base delle loro azioni, sulla base del loro comportamento, rimanendo naturalmente al di fuori della situazione, senza viverla e/o averla vissuta in passato; facendo questo compiamo due errori concettuali: in primo luogo confondiamo l’etica con la morale, considerando un gesto ad esempio che viola una norma (una legge o una norma ascritta) un gesto immorale, quando invece molte azioni possono essere eticamente scorrette ma moralmente corrette; in secondo luogo confondiamo la persona con il suo atto, riducendo l’individuo all’atto stesso che egli compie: rischiando quindi di sposare una ideologia di pensiero pericolosa poiché così facendo si trasforma la persona nel gesto, che se fosse eventualmente sbagliato (cioè anti etico, quindi violante una norma) ridurrebbe la persona stessa ad essere sbagliata.

Se ad esempio consideriamo un pedofilo alla pari dell’atto di violenza che ha usato su un bambino, ridurremmo la persona con pedofilia ad essere “LA pedofilia”, quindi dovremmo escludere di conseguenza la possibilità che questa persona possa migliorare, guarire dal suo disturbo (nel caso in cui il disturbo di pedofilia sia patologico nel caso specifico), approvando quindi una pena non etica (cioè legata al reato di violenza) ma morale, quindi una pena che elimini la persona (pena di morte, castrazione ecc) confondendo evidentemente la persona con l’atto e illudendosi che eliminando la persona si elimini l’atto (la pedofilia) quando è evidente che ciò non accada. Rischieremmo quindi di applicare pene definitive (cioè pene che eliminano la persona) per tutti i reati che portano danni irreversibili (omicidio, compreso il colposo, violenza sessuale ecc.) in quanto se confondiamo la persona con l’atto, se l’atto è irreversibile allora anche la persona è irreversibilmente recuperabile, quindi eliminandola eliminiamo l’atto.

Per poter dare un giudizio morale di una persona non possiamo essere fuori dal contesto. Dobbiamo obbligatoriamente aver vissuto il vissuto di quella persona o essere coinvolti in prima persona nell’atto, così facendo potremo avere il diritto di giudicare la persona moralmente. Per tutti gli altri casi possiamo solo giudicare l’atto e quindi giudicare eticamente l’atto. Noi al posto degli altri possiamo solo immaginare cosa faremmo, tuttavia senza essere o aver vissuto al posto degli altri, non lo sapremo mai.

Non giudicare moralmente una persona non significa giustificarla o considerare implicitamente un giudizio morale positivo; ma semplicemente sospendere il giudizio; comprendere che non siamo nella posizione di poter giudicare la persona.

L’unico soggetto in grado di dare giudizio morale è la persona stessa di se stessa. Il rimorso è la pena morale dell’individuo. Il carcere, le sanzioni sociali o giurisprudenziali sono il giudizio etico, applicato dalla società, da un popolo.

Uno operatore criminologico deve prima ancora dei preti, delle persone, dei politici, comprendere questo concetto, prima che confonda il criminale col crimine. Se l’operatore in questione ha vissuto il vissuto della persona che ha commesso il crimine o ne è coinvolto, allora potrà dare un giudizio morale della persona, potrà giudicare quindi la persona stessa, dovendo dimettersi dal suo incarico poiché entrerebbe in conflitto di interesse.

Non c’è atto più disumano che disumanizzare il prossimo, riducendolo al male che ha perpetuato, escludendo per lui, un’atra occasione.

La morale è la tendenza a buttare via la vasca col bambino dentro.

Karl Kraus

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12 thoughts on “La filosofia morale è etica con l’aureola.

  1. Vi sono certi fenomeni ai quali nelle nostre società si dà il nome di ETICI o MORALI, che tutti credono conoscere perfettamente, e che nessuno ha mai saputo rigorosamente definire. Non sono mai stati studiati da un punto di vista interamente oggettivo. Chi se ne occupa ha una qualche norma che vorrebbe imporre altrui, e da lui stimata superiore ad ogni altra

    Vilfredo Pareto

    credo che questa pensiero si addica in piano al tuo modo di scrivere questo articolo

    • Mi spiace, ma Pareto ha scritto di Etica e di Morale dalla sua competenza di Ingegnere e uomo di scienza. Rabbrividisco conoscendo la letteratura MILLENARIA riguardo la filosofia morale, e la morale pura.
      Non scherziamo. Chi studia morale, etica e conosce il pensiero umano su queste tematiche non può condividere ciò che ha scritto Pareto. L’oggettività delle cose non esiste, ma l’etica è una cosa, la morale un’altra.. dire che non si possono distinguere è una violenza perpetuata contro il sapere umano.
      Anche uno studente del primo anno di classico sa cosa significa morale e cosa significa etica e le sa distinguere… grazie al cielo!!!

  2. Pingback: Peccati e peccatori « Diemme

    • Grazie per avermi citato nel tuo Blog!
      Quello di cui tu parli nel tuo articolo è molto complesso da mettere in pratica nella vita quotidiana da tutti. Il mio articolo era centralizzato su come “le persone” giudicano e come invece gli operatori criminologici dovrebbero operare. Da una parte c’è il quotidiano dall’altro il lavoro di certi professionisti.
      Io mi accontenterei che chi lo fa per lavoro sappia distinguere e sospendere il giudizio (cosa che pochi sanno fare) poi che accada tra le persone per strada, beh sarebbe un lusso!

  3. Ale ho citato Pareto solo per un motivo….il modo di esprimerti nel tuo articolo è quello di uno che ha trovato la verità e la vuole imporre agli altri come dato di fatto….non usare termini come NOI SBAGLIAMO o NOI COMMETTIAMO ERRORI, usa la soggettività (secondo me, è mia modestissima opinione) che ti manca!!!!E sembrerai agli occhi di noi umani meno Arrogante.

  4. ma poi mi domando…..la citazione che ho riportato non parla di Non possibilità nel distinguere Etica e Morale….da dove ti è uscita????
    Non mi dire che non conoscevi Parete, che sei andato su Wilkipedia a trovare chi diavolo fosse, che ti sei letto il suo pensiero e che somma arroganza hai GIUDICATO che tale fosse eresia?

    Non hai colto il senso della citazione e la tua risposta non fa altro che rafforzare la mia tesi ovvero che l’uomo non può prescindere dal giudizio, che sia giudicare un pedofilo o che sia giudicare un pensiero filosofico.

    • ” che tutti credono conoscere perfettamente, e che nessuno ha mai saputo rigorosamente definire.” significa che nessuno è riuscito a capire cosa sono e quindi se non si comprende cosa siano non si può manco comprendere la differenza tra le due cose!
      Io posso giudicare un filosofo, una sua teoria… tutto… ma in questo articolo non si parla di giudizio. Si parla di giudizio morale. Ci sono infinite tipologie di giudizio, è inutile dire che è impossibile prescindere la giudizio, ma dal giudizio morale.. sì! E’ quel che dovrebbero fare tutti i giorni gli psicologi, gli educatori, i criminologi, i giudici ecc.
      Giudicare una opinione è una cosa, giudicare la persona che la propone è un’altra! Come giudicare un atto è diverso che giudicare la persona che lo commette!

  5. Beh una volta che ho modificato la scelta stilistica della sintassi dicendo ciò che per altro è ovvio.. essendo questo il mio blog scrivo ciò che è mia opinione cosa cambierebbe? Non ho capito cosa si critichi, il mio italiano o il contenuto dell’articolo? Perché la forma non cambia la sostanza dell’articolo. Modesta opinione? Perché modesta? Quel che scrivo è frutto di studi durati decenni, di sviluppi millenari del pensiero umano. Di studi legati alla filosofia del diritto e alla filosofia morale.. perché mai modesta? E poi ho usato un termine soggettivo perché ho detto NOI. Anche se avrei potuto parlare in modo impersonale, e non cambiava. Ma ripeto… preferisco che si critichino i contenuti piuttosto che la forma italiana sintattica!!!

  6. è l’uso del noi che è sbagliato e l’imporre che siano sbagliati certi pensieri…..cercherò di farmi capire meglio:
    Noi Ale abbiamo avuto una discussione dalla quale è emerso che io ed tutto il restante gruppo di dibattito abbiamo una visione della morale e del giudizio morale diverso dal tuo (per questo sbagli ad utilizzare il noi, la scelta sintattica conta nel momento tu forzi l’articolo e lo pubblichi sulla bacheca di determinate persone), il discorso doveva finire li in quanto la morale è soggettiva, ci si può avvicinare nei pensieri ma non avremo mai nel mondo una morale oggettiva. Tanto per capirci tu hai sviluppato una moralità derivante dai tuoi anni e anni passati sui libri, la mia da anni e anni di vita un pò più vissuta, il barbone da anni e anni di marciapiede e cosi dicendo.
    Non ha senso che tu mi pubblichi sulla bacheca una lezione di Moralità perchè altrimenti rientri nel gruppo menzionato da Pareto che crede di aver trovato una definizione oggettiva di Moralità e la vuole imporre agli altri( qui ti spiego perchè l’ho trovato arrogante ed il SENSO della citazione).
    Mi raccomando scindi questo da quello che penso di te, perchè io ti stimo e ti lovvo per mille altri motivi.

  7. Ma io non confronto la mia moralità con quella degli altri! Anzi! Nell’articolo ho scritto che non si dovrebbe a parer mio giudicare gli altri moralmente, quindi la loro moralità! Io non giudico nessuno moralmente! Ma giudico quel che gli altri fanno! Cosa diversa! A volte certe azioni possono essere eticamente corrette ma moralmente scorrette.. il problema è che nessuno può parlare riguardo al “moralmente”…. quelli sono “fatti suoi” ma molti non lo fanno e dicono la loro anche sui “fatti suoi”.

  8. http://forum.assistentisociali.org/fuori-tema-vf22.html

    ecco il link del sito se vorrai iscriverti al forum sei ospite ben gradito, così potrai postare direttamente i tuoi pensieri.
    L’ho inserito negli argomenti “fuori tema” non come disvalore, ma per non occupare spazio a chi si occupa del sociale a livello professionale e per “mestiere”. Un contributo come il tuo ha per me e direi per noi una grande importanza e motivo di riflessione. Grazie

    Ne ho intravisto un altro davvero sottile che poi commenterò… ma da dove sei scappato fuori tu? ;)) Grazie. Ciao TAO

    • Grazie mille!
      Io sono un appassionato di psicologia, studio sicurezza sociale dal punto di vista pedagogico (con molta difficoltà a causa del lavoro).
      La mia passione è iniziata a 12 anni quando durante una gita scolastica a Napoli comprai e lessi il mio primo manuale di psicopatologia dell’infanzia che è anche libro di esame all’ultimo anno della mia facoltà!
      Ho molte passioni e ho imparato da poco ad utilizzare tutto il mio sapere in maniera cosciente applicando con molta attenzione alla realtà riconoscendo in essa una enorme diversità dai libri; cosa che fino a un anno fa confondevo spesso e volentieri.

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