Speranza o Sconsideratezza?

Non sono sicuro che cosa oggi assalga i miei coetanei; ogni giorno sento sempre più parlare persone della mia età e alcune più grandi delle loro speranze e delle loro ambizioni. Ciò che mi provoca sconcerto è l’incongruenza tra il loro impegno, il loro approccio al mondo e le suddette ambizioni.

Mi spiego meglio: se si spera in un rapporto di fedeltà ci si comporta in maniera infedele; se si spera in una carriera lavorativa si dimostra di non saper gestire delle responsabilità; se si spera in una vita ricca di conoscenze e socialmente appagante non ci si sforza di comprendere l’altro sviluppando quella che si chiama intelligenza emotiva. Un po’ come se volendo dimagrire, iniziassi con una dieta a Burger King, convinto ancora di poter riuscire a dimagrire: non lo trovate un poco incongruente?

Poi non aiutano i messaggi dei media che sempre più distruggono le speranze degli adolescenti e omologano quelle delle generazioni tra i 30 e il 45 anni. Se pensiamo al potere economico di questo Paese (molto basso a causa della pressione fiscale sui redditi), non possiamo che comprendere quanto le aziende finanziarie di credito (debito) possono fungere da fonte economica antidepressiva della famiglia media che compra senza avere i soldi per farlo, ricascando nell’ambizione con la suddetta incongruenza (questa volta economica).

In questi ultimi anni mi sembra che oltre allo scaricabarile si sponsorizza l’incongruenza tra mezzi e ambizioni, ciò porta ad una società tendenzialmente deviante e in costante crisi.

Contenti loro, direi contenti tutti. Io continuo ad essere poco contento di ciò, ma l’importante è comprare, consumare.

Non è felice chi non pensa di esserlo.

Publilio Siro