Stili, fedeltà, relatività relativa

Sono gli elementi in titolo a questo articolo che più mi confondono in questo periodo. Non comprendo bene come lo stile di vita, la fedeltà nei rapporti umani e la relatività possano essere legati; non so come ma so per certo che lo sono.

Provo ora a esplicare i concetti che mi portano alla suddetta conclusione; posso parlare di stili come quell’insieme di modi di pensare, di comportarsi e di non comportarsi di una persona matura. Posso parlare di fedeltà come quel concetto astratto di dedica al prossimo di una parte di sé, solitamente quella sentimentale, professionale o amicale. Posso parlare di relatività come quella teoria di Einstein che definisce il rapporto tra spazio, tempo ed energia. Posso parlare del relativismo come concetto filosofico che pone in essere la non esistenza delle cose da un punto di vista assoluto.

Un ragazzo di vent’anni che tradisce seguendo uno stile di vita assolutamente consono a parer suo e integrato nell’equilibrio del suo tempo di vita e concede il beneficio del dubbio riguardo il Se, Dove e Quando determinando il suo atto di tradimento una conseguenza di una infinità di fattori nel tempo e nello spazio che l’hanno portato a un certo stile e quindi al tradimento, lo considerereste folle? Vittima di una relatività relativa, della sua coscienza o della sua vita?

Se si può essere vittime della propria vita allora non si potrebbe più considerare la vita come un prodotto costruito di occasioni e decisioni di un uomo padrone di essa. Se si può essere vittima di una relatività relativa allora non potremmo credere più nella libertà di decisione e dovremmo rassegnarci a vivere il momento poiché qualsiasi scelta noi facessimo porterebbe il medesimo risultato. Se si può essere vittima della propria infedeltà, allora avremmo compreso cosa significa amare, e cosa significa essere uomo. Penso dunque che si viva vittime della propria infedeltà dopo aver scelto la propria preda: l’ego, senza esserci accorti che ad un certo punto esso è divenuto il carnefice.