Crocifisso, questo disturbatore.

Sento da molto tempo parlare di crocifisso nelle scuole; ora stanno andando di moda più i trans, io sono un classicista e quindi mi piace parlare della moda appena passata piuttosto che quella appena giunta.

Bisogna fare chiarezza sulla differenza tra laicità e ateismo. Ho sentito spesso parlare persone che si definivano atei; loro dicevano che era giusto togliere il crocifisso nelle scuole. Vorrei ricordare a tutti (anche a quelli che si definiscono atei) che l’ateo non si pone nemmeno il problema del crocifisso poichè la sua idea di non esistenza di Dio è alla pari dell’idea di ogni altro credente di diversa religione che non potrebbe imporre il suo simbolo religioso nelle scuole considerato il numero di simboli e di religioni nel Mondo; questo perchè il non simbolo è il simbolo dell’ateo. Detto questo possiamo invece parlare del laico. Il laico non deve indignarsi della presenza o meno del crocifisso e tantomeno deve indignarsi del gesto di levarlo o metterlo, il laico è colui che si dovrebbe indignare della reazione sociale nata dalla richiesta di levare il crocifisso. Questo perchè la laicità è un senso politico e sociale molto alto e forse più fine delle ideologie di molte correnti politiche. Il nostro Paese non è laico già solo per il fatto dimostrato del dibattito che si è acceso sul crocifisso; un Paese laico non dovrebbe avere alcuna reazione sociale ad una richiesta di rimozione del crocifisso poichè non cambierebbe nulla per un Paese che ha radici e cultura Cristiana che non si rimuove togliendo un simbolo da un muro.

A mio avviso la laicità di uno Stato è la rappresentazione più pura della sua democrazia sociale, della sua evoluzione morale e della sua vicinanza all’efficienza pubblica.

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7 thoughts on “Crocifisso, questo disturbatore.

  1. Ciao Alessandro,
    penso che tu stia aspettando proprio un mio commento.
    Il mio parere è quello di togliere il crocifisso. Partiamo dall’idea che il nostro Paese è diventato multietnico e proprio per questo occorre una mentalità di rispetto per tutti quanti.
    Il mio pensiero e la mia tesi si basa sul rispetto di tutte le religioni presenti nel nostro Paese.
    Basti leggere l’Art. 3 della Costituzione, 1° comma:”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
    In Italia, è un dato noto a tutti che il 90% della popolazione è cattolica e a mio avviso, proprio per quel 10% il crocifisso va tolto in tutti i luoghi pubblici. Siamo tutti uguali occorre avere rispetto di tutte le religioni; quindi le alternative sono due:
    – o viene tolto il crocifisso
    – o a fianco del crocifisso vengono posti tutti i simboli religiosi, delle religioni presenti in Italia.

    Concludo con due parole: RISPETTO e UGUAGLIANZA
    e alla base di tutto DIALOGO!!!

    Ciao Ale!! Baci Marta

  2. Grazie Marta per il tuo commento.
    Il concetto che ho introdotto nel mio articolo è quello della laicità. Per questo motivo penso che non si debba pensare a quante o a quali religioni appartengono i cittadini del nostro Paese.
    Anche se fossimo tutti al 100% cristiani cattolici, il Paese dovrebbe essere a mio avviso l’aico. La scuola non deve rappresentare una religione e tanto meno una percentuale di religiosi residenti in un Paese. La scuola come lo stato deve essere laico e quindi non dovrebbe tenere il crocifisso. Il problema è che un ateo non ha il diritto di chiederne la rimozione proprio come non ce l’ha un credente in un’altra religione poichè rimuoverlo significa inserire un simbolo.. cioè il simbolo del non simbolo. (l’ateismo).
    Il problema secondo me è molto più ostico concettualmente della lettura della costituzione.

  3. “Il vangelo secondo Matteo” è il film di Pasolini del 1964.
    La visione di questo film può essere utile per un approccio paradossale (il paradosso è una figura retorica utile nel contrastare il pre-giudizio)…Volendo usare il linguaggio della parola (e solo dopo la visione di questo film, anche quello delle immagini) si potrebbe dire “la parole crocifisso non mette in croce nessuno, (parafrasando “la parola cane non morde”) ma sono i concetti o le idee o le paure o i pregiudizi che stanno dietro la parola “crocifisso” che ci preoccupano, ma Pasolini, con la sua fine maestria, ci regala un’ ampia veduta su questo tema…

    • Grazie Raffaele per il tuo commento.
      Sono perfettamente d’accordo con te. Il problema è il pre-giudizio. Studiando pedagogia molte volte mi sono trovato a dover lavorare sul pre-giudizio. Anche come uomo di Croce Rossa si lavora molto sulla capacità di “sospendere il giudizio” poichè senza questo requisito basilare non è possibile intervenire in maniera efficace su un soggetto in difficoltà.
      Ci sono i fantasmi, quelli sono davvero la causa delle reazioni emotive, delle paure e delle ansie. Non conosciamo noi stessi a tal punto che un simbolo spaventa; molte volte non conosciamo nemmeno il significato del simbolo stesso.
      Ecco che, oltre alle letture dei testi, il cinema aiuta (da appassionato di cinema non posso ignorare il tuo consiglio che giro ai lettori di vedere l’opera di Pasolini), aiutando a vedere sotto una luce differente la “parola” ed il suo “significato”.

  4. Alessandro, hai usato una bella frase “sospendere il giudizio”: è un difficile esercizio ma utile…come inter-legere, leggere fra le righe…ma questo è un’ altro utile discorso!!! Alla prossima!!!

  5. Sospendere il giudizio? Perchè? Può essere un modo per dedicare più tempo a “raccontare una storia” piuttosto che giudicare le azioni o i comportamenti degli altri.
    Il saper raccontare una storia (narratologia o storytelling) è un processo strategico capace di produrre valore o creare consenso.
    Un esempio attuale: Obama (presidente USA) ha appena vinto il premio Nbel per la pace con la sua forza della narrazione e non per le sue azioni in merito (che sono persino in antitesi).
    Ecco, se perdiamo tempo a giudicare l’ operato di Obama, perdiamo quello che è il suo vero insegnamento che possiamo portare a casa: la capacità di raccontare storie col fine di produrre valore nel contesto in cui lavoro e di creare consenso verso e con chi mi circonda.

    • Sono d’accordo con te Raffaele!
      Ci sono uomini che possono cambiare le cose. Come sentii in un vecchio spot televisivo… “solo coloro che credono di poter cambiare il Mondo…lo cambiano davvero”.

      Sospende il giudizio significa anche dire “Non approvo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”.

      Ci sono fondamenta democratiche anche nei rapporti sociali; questo è un mezzo per poterle garantire.

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